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Ci penzi quannu abballamu
E dintra all’occhi tutte e dui ni vaddamu.
Stu novu amicu tò nan sapi nenti…..
No sapi caia statu ju lu tò amanti.
Li turchi mi pigghiaru intra lu cori
A tradimentu m’arrubbaru l’amuri
‘nzignatimi la via prima cà scura
ca di sti patti stannu d’arretu e mura.
Si no mi cuccu ‘n terra o ‘nda lu lettu
Ca di li vermi sugnu già mangiatu tuttu.
Si no mi cuccu ‘n terra o ‘nda lu lettu……
Curri e na stanca ‘u cavaddu ‘i Monreali
‘U tempu sta finennu na ‘n ci pinzari
macari aceddi sunu stanchi di cantari
su tempu ……..
mi l’aia passatu tra peni e turmenti
li peni di lu ‘nfernu nan su nenti
(with compliments, franco battiato)
F a u s t o, ma ancora non lo sa.



I tuoi occhi è un luogo della mente
Passa il fiume e non rimane niente
Sulla spiaggia ci sono le rose
Se le guardo non sono più rose
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando
Onda calabra
In doichlanda
Und die kleine
Und die spiele
Und die arbeit
I tuoi occhi é un luogo della mente
Passo il fiume e non ricordo niente
Sulla spiaggia ci sono le cose
Se le guardo non sono più cose
Sotto un cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando
Onda calabra...
words track: Peppe Voltarelli de Il Parto delle Nuvole Pesanti (ma suonate ancora insieme?)
sound track: Onda Calabra, Il Parto delle Nuvole Pesanti, appunto, 2004.
image track (from cellulare): germania-calabria, signor emigrante arriva dopo 19 ore di treno + 3 di attesa per cambio a milano.
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s a r d e g n a
in spiagge senza nome ma con un numero, un colore ed una profondità; pantagruelica accoglienza made in egypt.
miele su pecorini media stagionatura, lentisco, corbezzolo e valli di erica mai trovate tra giganti e onde granitiche;
fiordi schiumosi di tramontana che pareva un'altra stagione e passeggiate verso tramonti e
nicchie controvento per riposare i sensi; riviste di gossip e miao o o.
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p u g l i a
in spiagge rimini style con nebulizzatore di acqua (azzardo), ombrelloni e maschi ostentati in slip inguinali.
i muretti (oh i muretti a secco! quale sensuale tessitura di pietre sulla terra, quale meraviglia! ) morbidi di pietra e vicini di lontananza, cingono radici di ulivi secolari e fronde giovani di un argento accecante al sole di scirocco.
sorriso mite e voce pacata per storie di vecchie campagne, di vacanze lontane, di giochi o bambini.
un polpo a sagra, abbondante e perfettamente fritto.
matrimonio in vestito champagne e scarpetta lastminute, cin cin agli sposi un tuffo in piscina e pungente stretta nel petto e negli occhi di chi guardava.
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c a l a b r i a
in spiagge antiche di sterpi stagliate tra binari e statale 106 - o anche - in spiagge fescìon che nemmeno le vedi, che devi digitare il pin per accedere e poi accedi (ahinoi! ) al mattatoio di ombrelloni e teste fitte.
(spiagge che a circumnavigare la punta dello stivale, sono un paradosso).
acque rapide e gelide di fiumi che schiudono il torace in un respiro ancestrale e tonificano i muscoli, pulsanti sotto una pelle morbida e dorata.
tarantella sottotono e fricchettoni e però anche (meno male) gli ipnotici maestri d'organetto e di tamburello.
poi le vertigini dell'aspromonte (sospensione del respiro, abbaglio degli occhi) e le sue vacche ancheggianti (e incuranti del tuo clacson costipato) tra castagni e noci e pendii rocciosi; strade franate e rovi di more dolcissime che in religioso silenzioso e laico stupore ci conducono a roghudi: un urlo senza voce, un presepe senza pastori e mangiatoia, una parola che ancora non so e che emoziona tutte le emozioni.
il bivacco tra capiccùalli mitologici di vua e tramonti ammàre che ci sorprendono tra l' etna (oh h hhh) spuntato dietro un dosso e, stromboli inaspettato cullatore di sole.
grazia, in mmmhmacchina
eyes track: pietre diroccate sotto i piedi, affacciate a strapiombo su sinuose colline gialle che si adagiano sul mare senza tempo, senza ritmo; blu intenso sopra le teste. la tua commovente commozione estetica, gli occhi liquidi di sorprendente sorpresa, la perfetta sublimazione del palato.
click track: impossibile scattare sull' emozione
sound track: musicasette di beatles, rino gaetano, sarnemo '83 o anche '84 e gli altri di cui non ricordo il nome.

sound track: tutte le onde del mare intorno
words track: amuri tussi e fumu nun si ponnu teniri ammucciati...
grazia, il naufragar m'è dolce in questo mare
venerdì, di notte
l' insonnia e il sonno di tutte le notti
[palpebre sottili come di sabbia]
gli spazi come cieli
i tempi come formiche
[palpebre frantumate come di vetro]
l'iride allagato tagliato piccolo e scuro
l' iride acquoso esploso grande e luminoso
nei colori miscelati del blu e del verde.
[febbre sotto la pelle]
la gola, la lingua, i denti,
la lingua nei denti,
i denti stampati nella lingua
il naso, la gola
[saliva amara come d'inchiostro]
parestesia, anestesia, formicolio.
[treni luminosi in stazioni a nord della città]
il vuoto pieno della mente, il saliscendi del pensiero,
l'entropico intestino che scivola nel batticuore,
il batticuore sottile come il sentimentalismo a filo di seta
[andirivieni ipnagogico]
il fiume di parole caotiche
il senso sfuggente
il fumo di polvere.
l'uomo nel cuore apre la sua scatola di
immagini b/n
e s'allaga nelle labbra.
[la lunghezza, il numero esatto, il calcolo]
i fiati nell'orecchio, il caldo, la zanzara
l'amplificazione dei sensi, il piacere.
[le palpebre chiuse al bagliore lunare, spalancate nella mente]
le parole emerse dal foglio quadrettato,
sciolte da dita fragili
galleggiano ancora con ritmo
e con-senso misterioso
[tant'è]
festival track eolieinvideo
expo track nuovacarne
sound track fumaproject
è sempre più difficile trovare parole in/per questo blog.
un posto delle fragole che non può diventare quello delle ciliegie.
oh, è meraviglioso
avere la forza di un gigante
ma è da tiranno
usarla come un gigante.
dice shakespeare, legge grazia su un memoriale al declino dell' intelligenza.
suggestion per chi calabrìa primavera dei teatri
sound track per chi tarantellìa cumelca e il grande ciccio
graziamhmmmmmmmmmm, mhmm
sospiri di sollievo
sound track - la canzone popolare
un pò palombella rossa, un pò le mani sulla città di rosi
un pò visionario, un pò più realista
un pò commedia, un pò fantascientifico, un pò sentimentale,
un pò trash movie, un pò autobiografico un pò per tutti
un pò politico, un pò indignato, un pò vergognoso
un pò a sinistra, un pò a destra, un pò girotondo
un pò uno se lo aspettava
un pò
un pò berlusconi
un pò un odi et amo a berlusconi
un pò moretti, un pò moretti, un pò moretti che alla fine indossa berlusconi
caimano a frasi:
"la sinistra è triste e rende la gente triste,
io ho ridato speranza, la sinistra sa solo odiare'"
"è inutile fare un film sulla storia di berlusconi. è il film che il popolo della sinistra vorrebbe vedere. ma tutti sanno già tutto di lui. almeno, chi voleva sapere sa già tutto. e poi lui ha già vinto trent' anni fa quando con le sue tv ci ha cambiato la testa"
caimano a canzonette retrò:
grazia, ammorettata
ero venuta per aggiornare ma potrei solo annottare a quest'ora.
grazia, le parole che non so svegliare nè addormentare

a lei e a lui, che su questo blog galeotto si scorsero, regalo gli occhi
che s'ammeravigliano da questa parte del muretto, in questo pezzo di
puglia.
(beh, cercavo una foto da dedicarvi..e il tempo è passato :)
sound track: la sana follia dei mascaramiri - festa!
picciotti a mai finiri hannu chi fari.
Si nna machina passa, si ferma ni lu munnu,
si ioca, scinni scinni rinuledda, nichi e danni tutti n’tunnu…
Ninu arrobba un muluni, pi fari gran festa,
Lillu adduma na testa di crita ‘nto un puttuni.
Ed ogni tantu, quacchi ciuri mori…
Senza aviri fattu dannu si ferma lu cori…
ivan segreto a porta vagnu
ricomincio con la programmazione neuro linguistica,
chiudete quella porta.
weather track: brrrr
health track: nausea e giramenti di testa
smoke track: passa qui, và
a u g u r i **°*
***
°*°°°
**
***
sound track: santa song
**°
°°**
c'era una mattina di sole, di domenica e di pigrizia.
affusolata nell' incavo di un' ascella, aspettavo che partisse la musica o che qualcuno si svegliasse;
intanto che accordavo gli occhi e il respiro alla lentezza del risveglio, l' improbabile cielo azzurro della city entrava dal finestrone rendendo tutto troppo fescion.
per disincantarmi iniziai a giocare con i petali di una margherita parola non parola, bacio non bacio, essere non essere, fuga non fuga e a sfilare i calzini.
il gioco dei fiori scandito dal ritmo ipnagogico cessò che ero già nel bel mezzo di ' le parole che dobbiamo dirci ' ed avevo già cambiato lato del letto e dell' ascella e preso un caffè.
a quel punto la pancia che detta il ritmo del respiro, della fame, dell' emozione, iniziò a raccontare di come certe volte le farfalle si mettono a svolazzare, indifferenti alla nostra volontà, ai nostri reumatismi, al nostro senso dell' orientamento.
ahimè.
alcune farfalle giocano al gioco del silenzio, altre restano abbozzolate, altre fanno le tarantalle.
ahimè, 'e tarantell'
sound track: ascenseur pour l'échaffaud - miles davis
grazia, il ritorno è duro a scorticare

milano,
venerdì sedici dicembre,
ore 20,
via bertani sedici
immagini e movimenti etici
nei fumi etilici dei bar.
sound e video track: a consumazione, sul posto
info: faberimaginis - macchiaumana
ehmm..
scusate ero di là che ogni tanto vestirsi di rosa è la soluzione.
e poi, per dirla tutta,
sono giorni in cui
le parole le parlo bla bla bla
le dico
le riempio di fiato uff uff uffff
le canto làlàlà
le sputacchio io io io
le parlo parlo parlo
di logorrea anche isterica e snervante
le parlo le dico le fiato le impongo
di mattina presto prima di svegliarmi, di notte insonne prima di addormentarmi.
tant'è, le scrivo a fatica e le parlo facili facili
suggestion sound by MisterGo - Sephardic romances from the Age before the expulsion of the Jews from Spain 1492 - Collezione Espana Antigua, Jordi Savall

e qualcuno volò in sicilia..
C o l a P i s c i, picciottu sicilianu,
pi simani e misi era solitu stari,
senza fari sforzu supraumanu
na l'abbissu prufunnu di lu mari.
‘Ngnornu Federicu secunnu
c’imposi di iri a circari
‘ngiuellu prizziusu e tunnu
c’havia cascatu ‘nfunnu o mari.
Cola Pisci si tummò
no funnu di l’unni calau
o suvranu u giuiellu ripurtò
e supra u scogghiu filici acchianau.
Nautra tummata u Re urdinò
pri sapiri unni a Sicilia s’appujava
e quannu Cola du funnu riturnò
dissi - ca supra tri culunna stava,
ma una era tannicchia smanciata
pricchi u focu di l’Etna si l’avìa cunsumata.
(testo di pippo arena)
sound track - la gatta cenerentola
da mercoledì a mercoledi
otto giorni di sali scendi
centonovantadueore di facciocosevedogente
aereo treno auto tram bus metro moto
calabria - lombardia - veneto - lombardia - lazio - veneto - lombardia
- uh signorina come la invidio che riesce a dormire, mangiare, leggere, guardare il computer in treno.
- si pure io fossi in lei, mi invidierei.
animal track - meo s' è svegliato e infilza gli artigli nella schienaaaa
w e e k e n d
emotivo di sguardi ardui e suoni intensi
ninna la nanna e ninna la me beddha
so mamma la criscia di monacheddha, oh
viniti sonnu e viniti viniti
viniti ora ora e non tardati, oh
passa l'aucieddi e pizzica la rosa
che beddha sta figghiola quando
dorme e s'arreposa
viniti sonnu e viniti ch'è ura
viniti ora ora ch'è giunta l'ura, oh
viniti sonnu di na longa via
viniti e addurmintatimmilla vui a sta maria
[Lomax e Carpitella nel 1954 a Cardeto (RC) registrarono la voce incantevole di una donna che intonava questa ninna nanna. Contenuta nella raccolta Italian Treasury – Calabria (Rounder-2000), è stata arrangiata da lui con una originale Banda di pezzenti (Raitrade-2005) e vibra divinamente nella seducente voce di Auli KoKKo.]
Poi, c’è stato davvero un ardire di sguardi molto intensi e stimolanti a disposizione ancora fino a mercoledì 9/11 a Salerno.
Già detto che le sue signorine sono assai intriganti quando ti guardano; soprattutto se lo fanno dall’ altare, diventano pure violente.
Già commentato martedì 18/10 qui, che una diffusa e nebbiosa ma stimolante confusione asciuga le bocche tutti.
Grazia, pronti partenza via.
pubblicità progresso
image track - sguardi ardui a salerno, venerdi 4/11, appunto.
sound track - los bailes de la vida, mercedes sosa, lei.
eat track - zucca in ogni pietanza, tutto l' inverno.
flower track - quel mazzolin di violette, tra la stampante e la lampada.
cinema track - la fabbrica di Tim Burton, che non vado a vedere.
Grazia, essere o esserci? (spallucce)

la luna gira intorno al mondo e voi dormite, la luna gira il mondo e voi dormite
(mi ricordo di matteo salvatore)
sound track - musica d' oltralpe
sound track - cumelca, ela élamu condà
sabato introspettivo mentre non volevo mettermi in macchina eppure l' ho fatto.
l' io batterico s' appiccicava con l' io psicosomatico.
(e così ho spalmato la pomata antibiotica).
l' io pastaalragù (megalomane) attaccava brighe con quel candido ma intollerante io omeopatico.
l' io facciocosevedogente aveva già calpestato l' io silenzioattornoameplease.
l' io noncicapiscountubodihardisk disinstallava irreversibilmente i drivers della chiavetta bluetooth.
ad un certo punto incastrata tra un tir di frutta e un pullman per la germania è entrato nell' abitacolo pure un io forestiero, con una valigetta tipo quarantott' ore. s' è presentato come
l' io tevogliobbeneassai ha fatto a polpette e poi fritto (roba per cui non ho potuto nemmeno mangiarlo poi) l' io mipiacimaèsolosesso.
ha scompigliato tutto, c'è stata una rivolta patapunf patapanf e poi quando il traffico è tornato regolare, tutti erano lì presenti a ciuciuliare tranne lui.
che ego stravaganti.
stasera l’ io fermanonscisostare s’accuccetta verso il nord e già l’ io c’hofreddo digrigna i denti.
bah.
io.

giuggiole*
ci stiamo attrezzando per il brodo, paolè.
(*per i calabri, i zinzi)
eat track - preparazione della marmellata e del brodo.

s t r o m b o l i. a parole è ancora più tortuosa che a scalare.
s’aggrovigliano i sensi negli odori di gelsomini e gigli
e senza i lampioni s’abbassano le stelle e la luna s’alza dietro il fico;
s’arrangiano quelli senza scarponi su per la mulattiera
e senza il sole s’inseguono i vapori di iddu che s’alzano in alto a tutto mossi da maestrale o scirocco.
s t r o m b o l i. a parole non ci sono i gechi, le conchiglie, le meduse, i gatti e i pesci ad insalata;
e nemmeno strombolicchio lì a destra, la pioggia beffeggiante, gli arancini speckpistacchi e il ventre della terra che ti prende nella pancia.
s t r o m b o l i. a parole è difficile ma restano le mani e i polsi un po’ sentimentali.
sound track, quel motivetto mmhmmm mhmm, ogni tanto, per la gradevolezza di tutti i sensi

La sesta domenica, il cavaliere apparve con una rosa gialla in mano. Ascoltò la messa in piedi, come faceva sempre, e alla fine intralciò il passo a Remedios la bella e le offrì la rosa solitaria.
Lei la ricevette con un gesto naturale, come se fosse stata preparata a ricevere quell'omaggio, e allora scoprì il volto per un istante e lo ringraziò con un sorriso. Non fece altro. Ma non soltanto per il cavaliere, bensì per tutti gli uomini che ebbero sfortunato privilegio di viverlo, quello fu un istante eterno.
g.g.marquez – cent’anni di solitudine – remedios e quel che lascia all’amore
sound track - litania, a.sparagna e g.l.ferretti in occitania
concert track - festa di liberazione, roma1609, lavorare stanca
video track - cinema madison sala 4, roma1509, l' uomo in più

video cult track (ascolto i consigli): alle 18 comincerà il giudizio universale, mancano tre minuti.
Grazia,
obietto minuziosamente le ultime ventiquattro ore scorse distratte mentre il pane il vino la carne di maiale la leggerezza e il mal di testa usurpavano la mia sana intenzione di essere raziocinante
È settembre da cinque giorni e mi tuffo in acqua come fosse ancora un mare d’ agosto;
e conto le stelle a migliaia come fosse sempre un tetto arrampicato su napoli.
Restano le rime e si perde il motivetto leggero che pizzicava le orecchie.
Eccoci di mattina lenta;
io, sospesa su tutti i giudizi e gli umori della notte e la tazza appiccicosa dell’orzobimbo in equilibrio sulla pila perfettamente instabile di libri.
Scrivo sghemba e sottolineo in blu;
la scelta è la fine dell’ozio, l’inizio della to do list, un pranzo con primo secondo contorno frutta dolce e caffè.
Eccoci di mattina pigra;
rewind, ma non capisco se è un film di chaplin o una panchina des jardin de luxembourg impigrita su foglie di tigli.
(nel dubbio, se potessi tornare nel sonno di stanotte darei indietro i vuoti peroni accatastati in cantina da mio nonno buonanima, striglierei i capelli con il pettine pettinessa di mia nonna grandanima e aspetterei ù capilluru con il sacchetto di capelli bianchi in mano).
grazia,
a pensarci in equilibrio su una gamba, viene voglia di una risata sguaiata.
grazia,
è insano cercarti.
Sound cult track: jeanne moreau quella di truffaut cioè di fra
![]()

Ero di là sullo ionio a stancare i piedi, stordire le orecchie e ridere gli occhi.
C’era Daniele e c’erano i Cumelca e poi altri convenevoli della musica tradizionale.
Si dovrebbe scriverne un kilometro delle albe aspettate allo sperone accordando fiati e mani ma tra un po’ si ripare e bisogna disfare la valigia, rischiarare la voce e massaggiare i polpacci.
Sound track – il cd che ho rubato dalla macchina di angelo ieri sera – quanno nasciste tu

ss 106, una sosta per bagnare gli occhi.

litturina da Ciccum-Etnea, viaggio intorno alla stranizza d'amuri.

tra un sud e un nord, tra un est e un ovest, tra un più su e un più giù, tra un qui e un là,
c'è un mare a metà strada, perfetto.
parole senza lingua e notti senza palpebre;
delizievole we, ma anche wahoo;
e.
sound track, tutte quelle della i-pod
eat track, tutto il pesce non a forma di pesce
video track, il mare affacciato

a real man
everything is good
inspired by love and wine
(f.b. - I'm that - dieci stratagemmi, 2004)
qualche parola
su quel che resta dell' aMoRE dopo giorni duecentosessantatre di "preferisco non vederti" e "qui piove":
lui davvero più brutto,
io decisamente più bella.
seguirà:
-mail con poca poesia,
-azzeramento di tutti i miei sensi di colpa,
-revisone del concetto di rispetto,
-bicchiere di latte a basso contenuto di lattosio,
-spegnimento computer,
-perlustrazione parete ovest e (spero) morte sanguinosa della zanzara.
night dream track: in effetti era meglio se restavi come il poster di nick kamen
dance track: taranella, pizzica e tammorriata in testa

a lingua di salina, la mandorla a granita squisita e la spiaggia di sassi in equilibrio.
e noi, dovremmo diluirci in quell'acqua, con papille e pupille in estasi.
prenotare l'ultimo aliscafo, dove aver finito di contare i sassi.
sound track - domani canta otello profazio

Abballati abballati
fimmini schiati e maritati
e si 'unn abballati bonu
nun ve canto e nun ve sono
e si 'unn abballati pulitu
ce lu dicu allu vostro zitu
Sciù sciù sciù quanti
fimmini ca ci sù.
concert track - ieri sera, ero lì che cincischiavo l'aria fresca e bevevo il vinello paesano di Santo Stefano di Rogliano;
ed era tutto un bel chiacchierare.
ieri sera, ero lì che Daniele Sepe sparlottava su Francuzzo, eheheh;
ed era tutto un parlare di musica "necessariamente impegnata politicamente" e di bandiere di an a sventolar ed io con la spada tratta lo citavo per difenderlo "l' artista è un ponte tra cielo e terra", a dire che la musica è al di sopra di compromessi terreni.
E' vero che ci vuole il pelo sullo stomaco per cantare in mezzo ad uno sventolare di quelle bandiere e però, forse è, che il sufi ascende il palco e con un balzo di mistico stupore suona nell'essenza della musica, senza schieramento, senza corpo.
E' così, vero?
concert track2 - ieri sera poi, a Rogliano, Sepe ha ben avvolto con la sua musica la piazzetta agghindata di vino e pane e salsiccia;
l' aria era ancora più leggera nei corpi tarantellati sotto al palco..c' era sangue che pulsava e muscoli che tiravano nelle note, a prescindere dalle bandiere.
E' anche così, o no?

Una strada attraversa un pezzo di Tunisia
e pezzi di umanità attraversano, anche in contromano, la strada.
Da un taxi à louage scivola ai lati il grano maturo verso un orizzonte che potrebbe avere il mare appena dopo la profondità del nostro sguardo.
E noi andavamo dondolate da ebbrezze analcoliche, verso spezie e agnelli sacrificali; sorseggiando thè à la menthe (avec pignon) all’uscita di un hammam.
Era solo un all inclusive, dilatato in all extra.
sound track (rubata a questa nuova casa di questo solito vecchio amico)
Alice – canta Francuzzo – I treni di Tozeur

sound track, respiro della terra
“Pesco dal sacchetto le parole, una ad una, e provo a disegnarne l’emozione”.
Una volta, era così facile salirci e scenderne.
Cambiava l’orario e il treno sapeva arrivare o partire, facendosi accompagnare dalla curva definita delle bocche; ora invece, il treno, poteva solo attraversare.
La borsa, groviglio di giorni saltati in padella, resta incastrata sotto la poltroncina dell’eu gonfia di panni sporchi; mi giro sull’altro fianco e la rivedo come una volta, condita di olio, salsa di pomodori e peperoncini, ferma sul marciapiede pronta per il viaggio.
Il ricordo è tutto disciolto, diluito nel mare che si vedrà tra qualche mezz’ora da questa parte del finestrino.
È solo un treno in fondo, troppo lungo è vero, però puntuale e poi, si ferma solo tre minuti.
Il tempo di una sigaretta. Che non fumo.
Sound track, rotaie da vicino
galleggiando,
qui nel mezzo della mia vita,
non mi restano che gli occhi.
per le parole,
aspettiamo un pò.
sound track, mare su scogliera
où se trouvent les mots?
et, moi?

e poi finisce che finiscono pure i finali
e le parole che non parlano e non parolano più
s'addormentano in macchina,
parcheggiate nel parcheggio del centro commerciale
aspettando il tre per due sugli scarti delle noci di cocco.
e poi inizia che con piccoli tocchi di caos
come wim mertens nel suo ventre
aderisco all' ordine delle cose
nel senso in-condiviso.
e che volete?
qui, si pesca di notte.
abbassate il volume che ho mal di testa
e l'agnello di zucchero mi dà nausea, chiudete quel frigo!
Certe mattine
arrivano le dieci e, tutto quello che ne anticipa la percezione,
gusta di orzobimbo con cereali,
suona di una radio da lontano,
colora della luce filtrata dalle tapparelle,
conosce i passi felpati di mia mamma,
legge parole del libro avvolto insieme a me nella copertina,
respira piano per non smuovere l’aria immobile,
guarda con gli angoli degli occhi assottigliati se il mondo è ancora sulla scrivania,
stiracchia piano i piedi e le dita delle mani raccolte a pugno.
Tutto quello che c’è prima delle dieci è una veglia del sonno,
un’ immagine dilatata dello spazio,
un senso espanso del tempo.